CAPITOLO 1
“Come un Bucaneve che, con coraggio e tanto speranza sfida la terra fredda per farsi ammirare dal cielo gelido così, nello stesso modo…la bambina, appena nata in mezzo a quel dolore era riuscita a portare quella gioia e serenità tanto attesa e sospirata. Era una piccola ranocchietta dai capelli neri e gli occhi chiari, bella e delicata come una bambola di porcellana. Giaceva addormentata nella sua culla, mentre una donna dai capelli grigi raccolti in una treccia le sfiorava la manina liscia e morbida ‘Come la vuoi chiamare farideh?’
La madre della bambina voltò il capo…fissò la finestra aperta ed un vento fresco le accarezzò teneramente il viso, una carezza dolce e calda, la prima dopo tanto tempo. Era lo Zefiro o vento di Ponente. Nei racconti per i bambini, spesso si narrava che quando lo Zefiro soffiava portava buona fortuna e tanta gioia. La ragazza sorrise dolcemente, fissò la donna dai capelli grigi ‘Saba… si chiamerà Saba…’.
Entrambe sorrisero. La sua vita sarebbe dovuta essere meravigliosa e priva di dolore…non come quella della madre.”
Per la prima volta, dopo settimane di lavoro intenso, il capitano Venturi era riuscito ad entrare, a passo lento e tranquillo, al Ris di Parma dove, ad accoglierlo trovò un Vincenzo sorridente e un Ghiro che giocava su internet ‘Allora? Cos’è non si lavora oggi Ghirelli?’
L’ex-hacker sobbalzò chiudendo velocemente il programma che stava utilizzando ‘Comandi Capitano!’
‘Calmo Ghiro, calmo! Tranquillo” disse Riccardo picchiandogli una mano sulla spalla sinistra.
‘Come mai siamo così rilassati oggi, Riccardo?’ domandò il maresciallo avvicinandosi all’amico mentre sorseggiava un caffé preso alla macchinetta accanto alla porta.
‘Insomma Vincenzo… abbiamo preso, Vasari è morto, l’uomo delle bombe anche… il seriale è stato smascherato… cosa voglia di più? Insomma.. rilassiamo i muscoli e prepariamo per la giornata di oggi! Ci aspetteranno sicuramente altri casi’
Vincenzo rimase a bocca aperta sentendo le parole di Riccardo, poi fissò il suo ufficio ancora tappezzato dalle foto delle vittima di Vasari, poi riportò lo sguardo sul capitano. Quest’ultimo si affettò a dire: ‘Si, si Vincenzo.. stavo giusto andando a smantellare l’ufficio dalle foto!’
“E sarà meglio!” rise e si allontanò nel laboratorio di balistica.
Il capitano si recò nel suo ufficio ma, accorgendosi di avere dimenticato in macchina il rapporto da fare firmare al Magistrato Di Maio e dovetti tornare indietro per recuperarlo. Uscì dal Ris e si recò sulla sua Mazda 6 nera, prese le chiavi dalla tasca e la aprì. Vi salì, prese i documenti e chiuse la macchina tornando indietro. Tornò nel suo ufficiò e posale varie carte sulla scrivania.
Ad un tratto sentì un rumore strano proveniente dal laboratorio fotografico ed una voce familiare. Si alzò e si avvicinò alla porta per capire che cosa stesse succedendo.
‘Isaia tu prova solo a fare una cosa del genere e, ti giuro che quello che non ti ho fatto scontare cinque anni fa, te lo faccio scontare ora! Sono stata chiara?’ la voce era arrabbiata, ma non urlava sembrava quasi un grido fatto in un sussurro. Riccardo la riconobbe subito come la voce di Giorgia Levi, la bella ed intelligente tenente del Ris di Parma. Stava parlando al cellulare con qualcuno.
‘Cerca distarle lontano Isaia!’ ed attaccò il telefono. Il Capitano entrò nella stanza ‘Tutto bene?’
Giorgia si voltò, viso spaventato e cuore in subbuglio ‘O Santo cielo mi hai spaventata… si, va tutto bene Riccardo…’
‘Ne sei sicura? Ti ho sentito urlare…’
‘No… ehm… no! No! Era un mio… ehm amico che.. sta combinando dei casini.. tutto qui…’
Riccardo non era molto convinto di quello che la donna gli stava raccontando, ma lasciò correre ed entrambi tornarono nell’ufficio e si sedettero uno davanti all’altro come di consueto.
ciao raga,
so che magari è un pò sciocca... ma ho una passione assoluta per Ris!!
Ecco a voi l'inizio della mia FF!!
Smack